DA OGGI E' UFFICIALE: ANCHE I PIù INCALLITI SOSTENITORI DEL NO DEBBONO ASTENERSI. ALLELUIA, THANKS FERRARA.
STIAMO ASPETTANDO SOLO TE ROSY.
Ribellarsi è giusto, astenersi è giusto
Laggressione ai diritti umani, per la
prima volta al centro di una campagna
concepita dalla sinistra laica e libertaria,
ha fatto emergere un risvolto
molto sgradevole, linsulto reiterato e sistematico
alla libertà di parola e al pluralismo
politico, civile e culturale. Volevano
impostare la guerra abrogazionista
contro una legge laica e di compromesso,
che autorizza la fecondazione artificiale
e la regola in nome del bilanciamento
dei diritti delle donne, della
scienza e degli embrioni umani concepiti
in provetta, con unargomentazione
che saltava a pie pari loggetto della disputa,
la decisione intorno al fatto se
lembrione umano sia qualcosa o qualcuno.
Fallito il progetto, vistisi perduti,
hanno scartato come cavalli pazzi e si sono
messi a dare di miserabile alla scelta
astensionista, parlano ridicolmente di
parrocchie militarizzate, rispolverano
larmamentario più trito del più vecchio
anticlericalismo, e adesso chiedono ai
sostituti procuratori della repubblica di
incriminare i preti che predicano lastensione,
costituzionalmente protetta
dalla clausola del quorum necessario a
convalidare un referendum e storicamente
inventata da Marco Pannella nel
1985 (referendum della scala mobile). Invece
di argomentazioni liberali, minacce
di galera per gli interlocutori, deformazione
grottesca della disputa, imposizione
virtuale di un pensiero unico obbligatorio.
Noi eravamo, e lo abbiamo
scritto, contro la scelta dellastensione,
perché determina uninsana alleanza
con il partito dellindifferenza e perché
è segno di insicurezza. Ma di fronte a
tanto boriosa e orgogliosa sicurezza, di
fronte allalleanza del partito del sì
con il partito opposto del no, anchessa
ambigua perché fondata sulla commistione
di opinioni opposte al fine di
abrogare una legge giusta, passiamo volentieri
allastensione. E soprattutto passiamo
oltre perché non cascheremo, come
non siamo cascati finora, nella trappola
di parlare del niente quando in gioco
cè tutto. Il noi come sempre vale
per la linea editoriale di un giornale come
questo, quanto al come votano i foglianti,
professionisti e cittadini liberi
come pochi nelle loro opinioni, sarà come
sempre un pezzo liberale e corretto
di ricognizione a dirlo ai lettori, lo facciamo
da quando siamo nati e siamo lunico
giornale a farlo con risultati sempre
sorprendenti. Ma la linea dellastensione
è ormai la linea della ribellione
allincenso laicista e al suo aroma insopportabilmente
asprigno: ribellarsi è
giusto, astenersi è giusto.
Ribellarsi è giusto, astenersi è giusto